FAQ Cessioni del Quinto

La cessione del quinto è una soluzione di prestito non finalizzato a tasso fisso e rate costanti riservata ai dipendenti pubblici e statali, comprese forze dell’ordine e militari, dipendenti privati, e pensionati; il rimborso avviene attraverso la trattenuta diretta dal netto in busta paga/pensione di una rata mensile pari, al massimo, ad un quinto dello stipendio o della pensione.

Essere cittadini italiani, avere minimo 18 e un’età massima allo scadere del finanziamento stabilita dai singoli istituti, avere un reddito dimostrabile con busta paga o pensione.

Con la cessione del quinto è possibile ottenere fino a 75.000 euro rimborsabili in un periodo che va da 24 a 120 mesi. L’importo ottenibile dipende dalla capacità reddituale del richiedente.

I pensionati devono presentare Documento d’Identità e Codice Fiscale, Modello Obis/M, ultimo cedolino pensione, ultimo modello CUD, dichiarazione di quota cedibile.

I dipendenti devono presentare l’ultima busta paga, il certificato di stipendio e il placet aziendale.

No. La cessione del quinto si configura come un prestito non finalizzato sicuro e garantito, in quanto la tutela del credito concesso è garantita dalla pensione (nel caso di cessione del quinto della pensione), dal vincolo del TFR maturato (nel caso di cessione del quinto dello stipendio), ma soprattutto dalle polizze vita (per dipendenti e pensionati) e rischio impiego (solo per i dipendenti).

Si, sono obbligatorie per legge. L’art. 54 del DPR 180/50 prevede espressamente per la cessione del quinto la stipula di particolari polizze assicurative a tutela del credito erogato, la polizza vita obbligatoria sia per lavoratori che per pensionati e la polizza perdita impiego obbligatoria solo per i lavoratori.

La cessione del quinto della pensione può essere richiesta da tutti i pensionati Inps ed ex Inpdap, l’Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici ora confluito nell’Inps; non sono ammesse tutte le pensioni che non tolta la rata non garantirebbero il sostegno minimo, le pensioni e assegni sociali, le pensioni di invalidità civile, gli assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità, gli assegni di sostegno al reddito, gli assegni al nucleo familiare, le pensioni cointestate, le prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012.

La differenza principale tra cessione del quinto e prestito personale sta nella modalità di rimborso. Dall’addebito su conto corrente al bollettino postale per il prestito personale, trattenute mensili sullo stipendio o pensione per la cessione del quinto. La trattenuta della rata sullo stipendio o sulla pensione è un ulteriore garanzia per il credito erogato.

La cessione del quinto può essere richiesta anche da cattivi pagatori o protestati. è ugualmente possibile ricevere un prestito. La modalità di rimborso tramite trattenute sullo stipendio o la busta paga e le polizze assicurative previste per legge, fanno della cessione del quinto un prestito sicuro e garantito, erogabile dunque anche a chi nel passato ha avuto problemi finanziari.

Si, è possibile richiedere una cessione del quinto anche con una già attiva. Parliamo del doppio quinto o prestito delega. Tuttavia, il prestito delega è soggetto al benestare del datore di lavoro nel caso dei dipendenti, e non è richiedibile dai pensionati. Il prestito delega si affianca così alla cessione del quinto con un’altra rata pari massimo a 1/5 dello stipendio.

Si, è possibile estinguere anticipatamente la cessione del quinto purché siano trascorsi almeno i 2/5 del piano di rimborso della cessione.

Alcuni istituti finanziari accettano anche un contratto a tempo determinato ma in tal caso la durata del contratto di cessione del quinto non può superare quella del contratto di lavoro.

In caso di licenziamento il datore di lavoro liquida il TFR del dipendente all’Istituto finanziario fino ad estinzione del debito. Qualora non dovesse bastare interviene l’assicurazione rischio impiego a saldare la quota restante.

È possibile rinnovare la cessione del quinto nel momento in cui siano trascorsi almeno i 2/5 del piano di ammortamento, e si sia rimborsato almeno il 40% del prestito.

Certo, è possibile ma sarai tu a gestire personalmente le pratiche per estinguere i finanziamenti già attivi.

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